Cavalcare non è altro che comunicare e se possiamo comunicare con il cavallo, allora possiamo anche cavalcare; e dal momento che il cavallo non può imparare né l’italiano né il tedesco, impareremo noi la sua lingua. Per imparare a cavalcare bisogna “diventare” noi stessi cavalli: percepire la realtà come la percepisce lui, comprendere le sue reazioni come se fossero le nostre, sentirsi “con” il suo corpo come se fosse il nostro, conoscere il senso delle sue abitudini. Insomma, potremmo dire che per imparare a cavalcare bisogna avere ma non si tratta della sua anatomia o delle sue abitudini, bensì della sua psicologia, capire come reagisce, qual è il suo modo di percepire la realtà, è la base di un’equitazione armoniosa. Per questo cerchiamo di trasmettere ai nostri allievi anche altri modi di influenzare il cavallo che non siano quelli meramente fisici.
E’ lontano da noi l’idea che nel breve periodo in cui sono a contatto con i nostri cavalli, gli ospiti possano diventare campioni di salto all’ostacolo, o di dressage, ci interessa molto di più che assaporino la bellezza e l’unicità di ogni singola cavalcata in questi luoghi bellissimi.

